Ishaq Band tra collaborazione e respiro autobiografico -INTERVISTA-

Isacco Zanon ci parla un po’ di Ishaq: il progetto musicale che porta il suo nome.

ishaq band padova

Come si gestisce al meglio un progetto che “vuole essere un motivo di collaborazione con altri musicisti”?

Non ho la soluzione. Penso però che gli errori siano indispensabili. Lavorare in gruppo può essere creativamente travolgente, ma allo stesso tempo imprevedibile. Le relazioni sono tessuti fragili in quanto le persone stesse mutano fisiologicamente bisogni e desideri. Permettere al gruppo di sbagliare significa permettere ai membri di conoscersi. Credo che in un sistema di ruoli le dinamiche siano in costante divenire. Sta ai musicisti declinarle e tradurle per poi rendersi responsabili e consapevoli dei cambiamenti. isacco zanon bandHo sempre suonato come batterista. Ogni volta che il cantante sceglieva di andarsene, il progetto cambiava nome. Gli equilibri si rompevano. Si ricominciava da capo e tutto il lavoro fatto scompariva.underground music padova Ho sempre sofferto l’attribuzione del merito ad una singola figura, in questo caso il frontman. Più che il merito, la dipendenza nei suoi confronti. Ishaq, anche per questo motivo, è un progetto fatto di collaborazioni: per ogni album i componenti cambiano, ma l’identità rimane. Per tutti i brani mi limito a disegnare la composizione di base e successivamente cerco di guidare i colori dei musicisti che decidono di prendervi parte.underground artists padovaMolto interessante è vedere come i nuovi membri reinterpretano ciò che i precedenti hanno creato: gli album non tramontano, ma si tramandano. Ci si prende cura di loro. Cosa che nella mia esperienza passata non succedeva. Compito mio e dei musicisti è tenerli sempre vivi, soprattutto nei live. ishaq band musica

Occuparsi di musica può aiutare a crescere?

Oggi la tensione alla comunicazione è molto complessa a causa dei rapidi ritmi dell’evoluzione tecnologica-mediatica, ma l’Arte e, in questo caso, la musica, resta una metodologia che aiuta a partire dal sé. L’ho notato soprattutto mentre lavoravo come educatore con giovani adolescenti in comunità. Con loro abbiamo registrato molti brani personali. Era evidente il grande bisogno di raccontarsi attraverso quel codice di comunicazione, che solo la musica può innescare.isacco zanon music

Questo ha permesso di esplorare e scoprire, con attivazioni individuali e di gruppo, quali possono essere gli stili relazionali prevalenti, le modalità con le quali si mescolano agli altri nelle differenti situazioni sociali. Diventa estremamente interessante da parte loro vedere quali sono gli effetti che provocano: essere accettati o, al contrario, venire discriminati; avere successo e sentirsi stimati oppure criticati. Non sempre riusciamo a riconoscere ciò che avviene all’interno della nostra dimensione intrapersonale. Probabilmente perché le parole non sempre bastano. Non sempre aiutano.underground music magazine

Perché siete andati proprio a Bergsdorf in mezzo alle campagne del Brandeburgo per registrare il secondo album “Remedies”? 

L’idea è nata dall’incontro con Tobin James Stewart, musicista e produttore canadese. Ci siamo conosciuti attraverso una rete sorprendente di amici. Ma ancor prima ascoltando “Take hold” dall’EP rilasciato nell’ottobre del 2011 del suo progetto Carpet of Horses. Da lì ho capito che molte sonorità erano in sintonia con i brani che stavo cominciando a comporre in quel periodo.producer ishaq Ciò che c’è più bisogno nelle relazioni è il coinvolgimento. Con Tobin e il suo carisma era immediato: viveva a Berlino, suonava e si nutriva di un profondo ambiente culturale. Tra le tante chiacchierate aveva avanzato la proposta di registrare nuovamente l’album “remedies” nel suo nuovo studio “The ballroom” a Bergsdorf.

intervista ishaq band
Intervista Punk Vanguard

“Nuovamente” perché con Lisa Simonetto (voce) e Stefano Durighel (chitarra) avevamo già fatto delle pre produzioni in Italia. Quando ci siamo ritrovati in questa sala da ballo dei primi del novecento nel bel mezzo della campagna del Brandeburgo a un’ora e mezza a nord di Berlino avevamo solo quattro canzoni pronte. Le altre tre sono nate durante le due settimane che abbiamo vissuto insieme.ishaq bergsdorf Coinvolgimento: riscaldarsi con la legna del bosco, svegliarsi la mattina e registrare, condividere colazioni, pranzi e cene. C’era chi dormiva accanto al pianoforte, chi sopra al palco, chi invece sul divano sotto una canoa di legno sospesa.band padova ishaq Ricordo ancora la debole, ma prepotente luce che entrava dalle immense finestre. La nevicata del primo giorno. Non si torna indietro dai legami relazionali che si creano in situazioni simili. ishaq band berlin

Come mai questo italiano che sbuca dai testi in inglese?

Alcune cose nascono perché la lingua madre interpreta meglio il sentimento. Non saremo mai troppo distanti da casa quando abbiamo la possibilità di parlare la lingua che abbiamo pronunciato facendo i primi passi. “Non m’aspettare sai” rivendica la necessità di muoversi specialmente nel malessere del vivere.

Traccio nuovi mondi,
non m’aspettare sai,
corri incontro a fiamme spente
”.

Qual è l'album più caldo dei tre? 

Hanno tutti e tre delle connotazioni molto personali.
Inner city” è connesso all’utopia di poter migliorare il mondo sia come singolo individuo che come scelta professionale di diventare educatore. A quel tempo avevo appena cominciato il percorso universitario.gruppo asa ishaqRemedies” è la traduzione di un periodo di rinascita e di riscatto che però vedeva nella sua creazione dei rimedi più che delle soluzioni funzionanti. Mi sentivo quasi intrappolato in un limbo di libertà totale e di assuefazione attraverso futili tentativi di riscatto. ishaq band albumFew minutes left” è principalmente una narrazione autobiografica. Ho cambiato tre case in questi ultimi tre anni. Lasciare il posto, il lavoro e gli amici significa abbandonare affetti e punti di riferimento: connessioni importanti che ricordano chi sei. Inevitabilmente quindi ti perdi. Dimentichi parzialmente cosa volevi, a chi ti riferivi. Diventa nebbiosa la vista del desiderio. Devi per forza ricordare da dove sei partito. L’unico modo per farlo è stato attraverso una narrazione che andava a definire chi sono stato e chi sono. Punto di partenza per immaginare chi potrò essere tenendo conto che ognuno di noi è tanto irripetibile quanto esauribile.

 

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