Un thriller psicologico ambientato in Friuli?

Scrivere è uno spasso, ma devi sapere cosa raccontare. E questo è un bel problema.

Da bambina mi ero lasciata affascinare dai libri fantasy e avevo cominciato a scrivere un romanzo rimasto, grazie a Dio, incompiuto. Non aveva una trama delineata e i personaggi erano delle macchiette, ma io mi sentivo una novella Licia Troisi mentre me ne stavo gobba sullo scrittoio, a lume di candela (convinta che fosse il modo migliore per stimolare l’immaginazione).pigiama-zine-scrittrice-horrorPoi, negli anni, è maturata l’Idea: una storia perfetta, dettagliata, con trama e sottotrame. L’unico problema è che l’avevo ambientata in Wyoming. E quindi via di mappe, foto, com’è il clima, quali sono le grandi città, quanto distano i luoghi tra di loro. Insomma, tutta una serie di informazioni che mi servivano assolutamente, ma che non potevo conoscere perché non sono mai andata negli Stati Uniti, tanto meno in Wyoming. Ma come diavolo mi è venuto in mente? Inutile dire che la cosa è morta lì! E per anni ho continuato a pensare a quella storia: non volevo lasciarla in un cassetto, volevo che diventasse qualcosa.pigiama-zine-horrorPoi l’università mi ha rubato ogni voglia di vivere. Se prima leggevo moltissima narrativa, dopo sfogliavo solo appunti e libri per gli esami, al massimo qualche saggio storico. La scrittura l’ho abbandonata nello sgabuzzino con le scope e il mocio Vileda.  Triste, ma vero. Finalmente, poco tempo fa, mi sono presa la tanto agognata laurea e sono stata catapultata nel cazzeggio più totale. E’ a quel punto che mi sono detta: ehi, ragazza, è il momento perfetto per fare tutto ciò che vuoi, prima che la vita da adulti ti mastichi e ti sputi in un lavoro infame con mutuo, bollo della macchina, CAF, 730 e gnegnegne.padova-pigiama-zineHo ripreso in mano l’Idea, ma dovevo costruirla meglio per essere in grado di scriverla. Così ho scelto come ambientazione un luogo a me molto caro, Viaso, una micro paesino sconosciuto della Carnia. Non ci abitano in molti e, come se non bastasse, ogni sei mesi passa il Tristo Mietitore a falciare qualche anima. I vecchi muoiono e i giovani spesso lasciano la Carnia per tentare fortuna altrove, come accade un po’ in tutte le piccole realtà. Il destino di Viaso è praticamente già segnato: diventerà un paese fantasma, abitato solo da villeggianti durante i mesi estivi (tra i quali si include anche la sottoscritta). E’ un posto che non solo conosco bene (altro che Wyoming!), ma anche che, con la giusta atmosfera, può fare da sfondo perfetto per la vicenda che ho in mente.arianna-durazzano-libroSpoilero un po’, giusto per lasciarvi immaginare di che si tratta: la protagonista è una tizia provata dalla vita che finisce in un centro psichiatrico dove conosce un bel po’ di gente fuori di testa. Ovviamente non è tutto qui. La tizia in questione ben presto scopre che non può andarsene e che nel paese accadono molte cose strane e inquietanti. Insomma, è un thriller psicologico. Non posso sbottonarmi troppo perché manco io so esattamente cosa accadrà. C’è chi tratteggia una storia con dovizia di particolari prima di mettersi a lavorarci su, e c’è chi lascia che sia la storia stessa a decidere, man mano, cosa deve accadere e cosa no.
Io ho deciso di affidarmi al mio istinto e alla mia immaginazione.specola-padova-

Articolo di Arianna Durazzano
Ph:@federizka