“Né con Speranza Né con Timore”: Il diario elettronico di AnnaBit

Non tutti ne hanno la necessità, ma chi ha un qualcosa dentro trova sempre il modo di improvvisare un diario da qualche parte. La storia moderna insegna a noi postmoderni che i diari migliori sono quelli scaturiti da un conflitto, in ogni forma, in ogni modo.

Il diario di AnnaBit: “Né con Speranza Né con Timore” è il primo disco della cantante padovana Anna Dalla Bona, in uscita il 17 ottobre 2018. Questo progetto musicale in chiave electro-pop mixa il vissuto della protagonista con gli algoritmi delle sue riflessioni sul mondo.

Annabit NCSNCT

Perché hai deciso di inserire un codice elettronico al tuo diario?

Il codice binario mi affascina molto, è un sistema astratto, microscopico, impalpabile ma su questo si basa tutto il nostro mondo attuale. Un bit è la scelta tra due soluzioni egualmente possibili: e io mi immagino sempre in equilibrio precario a metà tra uno 0 e un 1, perché se potessi starei sempre e solo a metà senza decidere mai nulla.

La scelta dell’elettronica come genere per questo album credo sia dovuta innanzitutto ai miei ascolti e poi a una nuova consapevolezza di ciò che la tecnologia può offrire, a costi abbastanza contenuti, per creare musica. Sentivo un grande distacco tra ciò che potevo suonare e fare solo con la mia chitarra acustica e tutti quei suoni interessanti che ascoltavo in radio o in streaming.

La svolta è stata quando mi sono procurata una tastiera midi usata e da lì tutto è cambiato. Partire dall’avere un solo strumento e ritrovarsi ad avere una scelta di suoni così ampia è stato incredibile.

Annabit per Unipg

 

É stato più difficile: trovare il coraggio di far leggere il tuo diario a tutti oppure trovare un produttore adatto?

E’ stato difficile uscire dalla mia zona di comfort che consisteva nel creare canzoni da sola nella mia stanza senza farle ascoltare a nessuno per circa 17 anni. Pensavo che mi bastasse così o forse non pensavo che sarebbe stato realizzabile fare un disco mio, per di più quasi da sola.

Gli anni passavano e mi avvicinavo ai 30. Ma è stato l’incontro con Carlo Carcano durante un laboratorio musicale organizzato da Irene Ghiotto a farmi uscire da quella zona protetta. Infatti, durante un laboratorio, bisognava far sentire il proprio brano, tutti gli altri erano bravi e preparatissimi e cantavano le loro canzoni senza paura, mentre io volevo far finta di andare in bagno e scappare via.

Lì ho capito quanto liberatorio potesse essere far sentire le proprie canzoni agli altri e quanto diverso sia il cantare davanti a qualcuno i propri stati d’animo rispetto alle cover di altri e dunque le parole e i pensieri di altri.

Tornata a casa realizzai che non volevo un disco voce e chitarra, piuttosto sentivo di volermi avvicinare agli ascolti che mi piacevano in ambito elettronico e provai a mettere qualche annuncio per trovare componenti per creare un gruppo sul genere electro-pop. Non trovai nessuno, molti volevano suonare altri generi o non avevano tempo di star dietro al mio progetto.

Mi ricordai di Laura BABE che si stava diplomando in composizione al conservatorio e aveva un senso estetico musicale incredibile, nonché una competenza pazzesca in ambito elettronico. Lei fu subito entusiasta di aiutarmi con il disco, ma si stava per trasferire a Barcellona. Decisi che quello era un vantaggio e non uno svantaggio e la tecnologia ci sarebbe stata d’aiuto. Così con un ritmo di un brano al mese abbiamo realizzato il disco anche se in mezzo a noi c’erano migliaia di km e di 0 e 1 tra mail, software e tracce.

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Secondo te anche per fare musica bisogna essere “giovani brillanti”?

Cercasi Giovane Brillante” è un brano nato dopo giorni e giorni a scrollare le pagine degli annunci di lavoro, ma in particolare questa dicitura era in un annuncio appeso fuori da un’agenzia immobiliare. Mi colpì molto. Non c’era scritto “Cercasi Giovane Onesto” o “Educato”, perché lì si ricercavano grandi venditori, bravi a parlare per venderti qualcosa e non persone buone e cordiali.

Per non parlare degli annunci dove si ricercano “Ragazze bella presenza”. Cosa significa? Trovo che la bellezza sia un concetto soggettivo e che piuttosto sia importante che una persona sia competente e gentile con la clientela, ad esempio. Per non parlare delle difficoltà che molte donne incontrano nel conciliare famiglia e lavoro.

Ho voluto sviscerare alcuni pensieri inerenti il mondo della ricerca di lavoro e del lavoro in questo brano con un tono un po’ polemico, l’accezione brillante in questo caso era “negativa”. Un brillante luccicante giù da un burrone che ti fa cadere per provare a prenderlo.

Per me fare musica in questo momento è un grande hobby, un gioco. Nel mio piccolo ho fatto un disco, lo sto auto-pubblicando e sto facendo delle live-performance. Sembrano 3 cose piccole, ma non lo sono, dietro ci sono tanti sacrifici ma anche tante soddisfazioni.

Se alzo la testa e guardo cos’è il mercato discografico adesso e chi tra gli sconosciuti ce la sta facendo a vivere di musica, meglio se torno a guardarmi le scarpe immediatamente. Quindi forse un po’ brillanti in senso positivo lo si deve essere per imbarcarsi in un progetto discografico di questi tempi, ma l’aggettivo “folli” credo si addica ancora meglio!

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So che hai delle belle pastigliette la al banchetto del merch, dici che mi fanno qualcosa?

Certamente! Le penne-pillole sono un antidepressivo naturale! Ho avuto quest’idea mentre cercavo delle pillole giganti da usare durante un mio concerto, volevo averle come scenografia proprio per sottolineare che il male può diventare arte, può diventare bellezza. La mia musica è nata da un conflitto che è diventato qualcosa di bello per me nel tempo.

Credo che avere un hobby sia una terapia per guarire dai colpi bassi della vita. Per me la scrittura è sempre stata una valvola di sfogo, come anche dipingere o disegnare. Sto male quando entro dal tabacchino e vedo persone di ogni età spender soldi, guadagnati con tanta fatica, in gratta&vinci, davanti alle slot machine o a vagare in giro per i centri commerciali.

Forse si è arrivati ad un punto che si è così intenti a lavorare sempre che del tempo libero non si sa più cosa farsene? Siamo lobotomizzati a tal punto? Mi piace pensare che tutte queste persone, se lo vorranno davvero, troveranno una strada, qualcosa da fare che le valorizzi e le faccia stare bene, invece di aspettare che compaia un numero su un monitor. Annabit Cittadella 2 2

AnnaBit

WEB: annabit.com
Fb: @annabitmusic
IG: @annabitmusic

ENJOY ON SPOTIFY DREAMERS,
WITHOUT HOPE AND FEAR.

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