Segni, Versi e appunti di Beatrice Cristalli

Se c’è una cosa di cui sono sicura in questo mondo è la presenza, nel mio cervello, di due vite. Le sinapsi sono una mia passione segreta, tra le tante. Io sono da sempre voce e segno.illustrazione milano beatrice cristalli

 

Quando ho iniziato a disegnare con consapevolezza, volevo sperimentare. Avevo molto materiale emotivo da trasformare, e quasi ogni giorno speravo, con acqua, pennarellino e colore di raccontare una storia. La mia. Ho scoperto che il colore non sempre era necessario. A volte, era l’intensità delle linee a comunicarmi che il mio lavoro era finito.illustrazione astratta beadibeo

Guardavo quei volti e vedevo sempre una parte di me. Ma avevo bisogno degli altri, di quegli occhi stanchi, un po’ malati, di asimmetrie seducenti. Ho iniziato, senza sapere troppo su questa mia esigenza, a ricercare nel volto il paesaggio in cui rispecchiare le mie verità e quelle del mondo.beatrice cristalli artista

Le verità si stavano sgretolando, così come tante cose in cui credevo.

«Medusa in ogni pozza sulle strade» scrissi accanto a un ritratto. Mi sentivo sciolta nell’acido. Senza spina dorsale. Allora la passione per il marino, le meduse, il polipo sulle teste, gli insetti. Sono le formichine aliene della prima fase artistica. Pizzicano il collo delle figure. E si sciolgono sempre. Tutto rimanda a qualcosa di fastidioso che forse non ero propriamente io. Erano gli altri. Erano quelle parole vuote che mi avevano detto. Io ci avevo creduto.Medea

Ancora una mancanza. La linea non arriva sempre dove voglio arrivare io. Tutta la raccolta Tre di uno è ciò che su quel foglio da acquerello non riusciva ad entrare. E così vale per i disegni. Loro non erano permessi nella mia riflessione in versi.

Quando iniziai a strutturare il percorso poetico mi accorsi che in tutte e due le mie vite avevo voglia di libertà. 40790514_233651037326483_3686026252952535040_n.jpg

Ho iniziato così a costruire più versi autosufficienti. Non me lo sono imposto, era l’esigenza espressiva. Scrivevo mentre mi dettavo le cose, come una canzone. Addirittura sentivo nella mia testa dei ritornelli. beatrice cristalli“Le sfumature che non conosco”, l’ultima lirica della raccolta, apre a una nuova fase di vita e di pittura. Il richiamo alle sfumature, poi, non è casuale. Sia nel processo poetico sia in quello artistico, la sfumatura rappresenta l’equilibrio che in me non troverà dimora. Non voglio più essere precisa, usare le parole che gli altri volevano da me. Essere il grigio per essere capita. Non ho più parole da dire. Lasciatemi stare nella mia felicità.acquerello milano“Che viaggio lungo il dolore / Creare quello che non c’era / Mi è costato / Imparare a non sapere / A prendermi sempre giorni di pausa / E non sentire la colpa».29062586_152776905413897_938376412019032064_n

Ecco che finalmente sono libera di creare ciò che voglio. Prendono vita personaggi che sogno.

Disegno sempre con musica techno, di sera, quando il mondo si disconnette da me. Non devo dare spiegazioni a nessuno. Eppure il grigio è uno dei colori che uso di più.

beatrice cristalli disegno
PH: Marta Castaldo
ARTIST: Beatrice Cristalli from Milan, Italy
@beatricecristallireal
IG: @beodibeo
FB: @BeodiBeo illustration
WEB: BeodiBeo

Raccolta Poetica di cui è autrice: Tre di uno

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...