Jacq e i #voltidiPrato in giro per Padova, Venezia e Vicenza

Non sappiamo chi sia Jacq, ma non importa, perché la sua arte non ha bisogno del suo volto. Dietro questo brush tag si cela un giovane creativo di Prato (Toscana) che, come riporta il Corriere della Sera, “ha scelto di inaugurare il progetto #voltidiprato, che da settembre dello scorso anno è cresciuto divenendo un vero e proprio fenomeno di costume”.

unipigiama_ombra di jacq

Dipinge ritratti ad olio, poi instaura vandalici rapporti relazionali tra sconosciuti, appiccicandoli sotto forma di stickers per le strade delle città, giusto per “diffondere efficacemente le opere e il loro messaggio”, come afferma su Urban fabrik.
I suoi mutevoli volti sono arrivati sino a Venezia, Padova e Vicenza, così, visto che della sua arte parla molto volentieri, gli abbiamo chiesto due cose anche noi.

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A parte “la Valle”, cos’hanno i volti di Padova che quelli di Prato non hanno?

La sensazione che ho di Padova è quella di una città interessante, con un forte contrasto tra la parte tradizionalista e quella più alternativa e giovanile. Mi piace in modo particolare il Ghetto Ebraico, meta preferita per la diffusione della mia arte attraverso gli stickers.

Sentivo che l’assonanza tra la mia città e Prato della Valle poteva essere una via d’accesso per entrare nella realtà cittadina padovana, creando, in qualche modo, un legame: volevo vedere se l’adesivo dall’hashtag #voltidiprato poteva innescare una reazione e scaturire in un dialogo.

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Ghetto, Centro storico di Padova

Finalmente, nell’Aprile 2017 il primo contatto: qualcuno mi scrisse in privato perché aveva trovato gli adesivi “attaccati ad un muro vicino Prato della Valle”.

In quell’occasione, che mi diede modo di raccontare quello che faccio, nacque anche l’hashtag #voltidipratoapadova; così, “da Prato a Prato”, i volti iniziarono a diffondersi sui social. Arrivarono richieste per le mie shopper personalizzate e, con grande stupore, ci sono stati studenti pratesi dell’Unipd che si facevano fotografare accanto ai “Volti” sui muri.

Padova e Prato sono due città con dinamiche molto diverse: una è molto signorile e classica l’altra, invece, industriale e underground, ma, se ci rifletto bene, hanno un’anima simile, perché entrambe hanno guardato al mio progetto con la stessa curiosità ed entusiasmo.

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Prato della Valle, Padova.
Anonimato e ritratti senza volto, com’è stato esporre a Venezia, la città delle maschere per eccellenza?

Venezia è una città unica, con un fermento artistico straordinario e poter esporre lì è stato un privilegio. Era uno degli obiettivi prefissati e, inaspettatamente, l’ho raggiunto in tempi brevi. Considerando che era in assoluto la mia prima esposizione, in uno degli spazi ufficiali della Biennale (Spazio Kanz), la soddisfazione è stata enorme.

Questo è solo l’inizio, infatti mi sono candidato a uno degli eventi di arte contemporanea più importanti della città: il Premio Arte Laguna.
Voglio letteralmente conquistare questa città che, in un certo senso, si trova in contrasto con il mio lavoro artistico incentrato sulla identificazione e riconoscibilità delle persone.

Venezia, infatti, è per antonomasia la città delle maschere: queste avevano la finalità di coprire il volto, a eccezione degli occhi, celando l’identità della persona, mentre io posso dire di fare l’esatto opposto ritraendo aspetti del volto (non gli occhi) che rendono identificabile il soggetto. Si può dire comunque che le maschere, come me, facciano un lavoro di sottrazione sull’identità della persona.

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Tornando alle mie esposizioni in terra veneta, a Marzo 2018, parteciperò al Vernice Art Prize che si terrà all’interno dello spazio per l’arte contemporanea “Bunker C4” di Caldogno (Vicenza). Per l’occasione verrà esposta l’opera “Dualismo di Marta” che ha l’intento di spiegare il complesso dualismo, posseduto in ciascun individuo, tra il suo lato materiale, cioè il finito, e il suo lato non tangibile che coincide con l’incompletezza di ogni essere umano nel non riuscire a cogliere gli aspetti insondabili e misteriosi della vita: l’infinito.

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Dualismo di Marta

 

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Instagramhttps://www.instagram.com/j.a.c.q_/
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