Inanimus, una mostra per tutti e per nessuno

L’artista, in arte Inanimus, è Alberto Michelon, che da più di 10 anni si occupa di tassidermia, restauro di reperti zoologici e iperrealismo, in Italia e all’estero. Le sue opere di tassidermia artistica, esposte in questi giorni alla Cattedrale Ex Macello di Padova, sono cariche di significato. La bellezza che va oltre la morte è un percorso simbolico che mette la bestialità e la fragilità umana di fronte agli specchi del presente.
Una mostra che narra il tramonto dell’Occidente e una nuova dimensione dell’uomo, in cui Pars Destruens e Costruens sono mescolate e cucite insieme.


“Non si deve pensare che siano soltanto o principalmente le apparizioni improvvise di eventi straordinari a generare nell’uomo la sensazione inquietante che le sue risorse conoscitive possano dimostrarsi inefficaci o che questa intuizione appaia solo nella sua forma più acuta […] È ciò che si trova al di là di una frontiera di conoscenza accreditata relativamente fissa che, balenando come sfondo costante della routine quotidiana della routine pratica, colloca l’esperienza umana in un contesto permanente di preoccupazione metafisica e suscita l’oscuro sospetto in fondo alla mente che si possa andare alla deriva in un mondo assurdo”.

(Clifford Geertz, Interpretazione di culture, 1973)


 

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#10  ALLA LUCE DEI FATTI

“Volai troppo addentro nel futuro: mi colse un brivido.
[…]Tutto l’inquietante del futuro e ciò che sempre fece rabbrividire gli uccelli smarriti, in verità è più familiare e più rassicurante della vostra ‘realtà’. Voi infatti parlate così: ‘Siamo del tutto reali, e senza fede e senza superstizione’. Così vi impettite, ah, senza avere petto!”

(Del paese della cultura)

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#21  MAGNITUDO 9.6

“In verità amici miei, io vago tra gli esseri umani come tra i rottami e membra di esseri umani! Questa è al mio occhio la cosa più tremenda: che trovo gli esseri umani in pezzi e sparsi come su un campo di battaglia e di macello.
[… ]Io vago tra gli esseri umani come tra rottami di futuro: quel futuro che io guardo. E questo mio lavoro di poeta e tutto l’affaticarmi consiste nel ricomporre in un’unica cosa ciò che è rottame ed enigma e orrendo caso”.

(Della Redenzione)

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#11  BAGAGLIO SOSPETTO NELLA STIVA

“Il mio stomaco è forse uno stomaco d’aquila? Dato che preferisce carne d’agnello. Di certo però è uno stomaco di uccello.
Nutrito di cose innocenti e di poco, sempre pronto e impaziente di volare, di volare via, questa è la mia indole: come potrebbe non esserci in essa qualcosa dell’indole degli uccelli? E soprattutto che io sia nemico dello spirito dei gravità, è indole d’uccello: e in verità ne sono nemico mortale, arcinemico, nemico innato! Oh, quanti voli ha già fatto e rifatto questo mio odio!”

(Dello Spirito di gravità)

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#32  RIFLESSIONE: ANIMALE GUARDA ANIMALE
letture superficiali
#34  LETTURE SUPERFICIALI
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#27  MANEGGIARE RESPONSABILITÀ

Così parlò Zarathustra
nella città che amava
e detta “Mucca Pezzata”.

( Friedrich Nietzsche, Così parlò Zarathustra. Un libro per tutti e per nessuno, 1883)

Questo è solo un piccolo e personale viaggio all’interno di questa vasta iperrealtà. Le opere sono tantissime e hanno un loro significato, nonché  infinite possibilità interpretative. Non vi resta che andare alla mostra e scoprirlo da soli, o con voi stessi.

 

 

 

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