5 regole per raccontare una storia horror credibile

“Uno scrittore non è altro che un uomo che ha abituato la propria mente a comportarsi male”.

Così sentenzia una massima di Stephen King in “Bag of bones” (Mucchio d’ossa). Per gli amanti del Re, sarà palese la sottile nota autobiografica; infatti, in questo libro del 1998, il protagonista è uno scrittore di best-seller esattamente come lui e come del resto quasi tutti i suoi personaggi più riusciti. Basti pensare al caro Jack Torrance di “Shining”, per citare un esempio.

Senza impantanarci nel guano delle tecniche narrative, una delle regole fondamentali per la stesura di buon racconto horror è la credibilità. Il contenuto della nostra mente, indipendentemente dagli unicorni o zombie che vi albergano, è sempre qualcosa di reale per noi stessi. Ora sono gli altri a doverci credere.


5 consigli di trama:

  1. Un cimitero antico su cui sorge il luogo (meglio un piccolo paese)
  2. Una tragedia, strage o delitto avvenuto (cronaca locale dai primi del 900 agli anni Settanta)
  3. Un protagonista psicolabile (o che non si rende conto di diventarlo)
  4. Le dicerie rafforzative del vicinato (storie nella storia)
  5. Un finale ambiguo

 

 

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