“Alice nel dramma”, dal disegno alla scenografia e viceversa

Il percorso espressivo individuale è una specie di energia che passa attraverso varie forme. Alice, qualche tempo fa, aveva iniziato ad incanalare le sue paure e debolezze attraverso il disegno. Le sue figure femminili, come lei stessa suggerisce, sono armonie spezzate. Un periodo del passato che necessita di una nuova messa in scena: si, perché ora, Alice è immersa nel mondo della scenografia per l’opera lirica e, anche se questo ambito la affascina moltissimo, l’eco dei suoi lavori passati è sempre più vivido. L’energia espressiva si fonde, è liquida e bisogna lasciarla fluire.

 

 Perché hai scelto il disegno?

“Per focalizzare in modo quasi catartico un sentimento, una paura e poterla affrontare. Si tratta però di esercizi e ora, passato un po’ di tempo, mi rendo conto che erano solo un inizio e hanno bisogno di essere sviluppati. In questo momento si tratta di pezzi che vanno “assemblati”. Rispetto a 4/5 anni fa, il periodo in cui i disegni sono stati realizzati, ho cambiato totalmente percorso, perché adesso studio scenografia per teatro d’opera lirica.”

Cos'è cambiato ora?

“Quello che faccio ora mi ha fatto riflettere su quante volte ho sperimentato per un periodo con varie espressioni artistiche senza riuscire a “fissarmi” con una di queste. Ho capito anche che i miei lavori potranno forse concentrarsi in una sintesi di queste esperienze perché la scenografia mi permette di creare immagini, cosa che ho sempre fatto fin da piccola. Vedere la realtà cambiare sia attraverso il mondo onirico che attraverso la fantasia e riuscire a sintetizzare, quasi per sfida e bramosia per imprigionare un mondo sconfinato in un unico fotogramma. Tuttavia mi sento ancora legata tantissimo ai miei lavori precedenti, sento che erano un mezzo di espressione che mi appartiene di più e che forse dovrei riprendere a tempo pieno”.

 

Che rapporto hai con la scenografia?

Con la scenografia ho un rapporto altalenante, mi sento sempre legata a quei lavori precedenti e a volte ci sono momenti in cui non sento questo percorso come quello che farei per tutta la vita. È legata ad una conoscenza della musica d’opera e una capacità progettuale che non sono ancora riuscita ad acquisire completamente. Per affrontare un lavoro partiamo dall’analisi di uno o più testi e costruiamo una drammaturgia cercando una possibile reinterpretazione. Da qui parte anche la ricerca per immagini: si cerca ispirazione attraverso qualsiasi cosa per arrivare a creare una sintesi emotiva che regali allo spettatore un’immersione totale nelle atmosfere e nei sentimenti del personaggio. Lo spettacolo che più mi ha aiutato a capire questo è stato la “Carmen” di Bieito dove, con pochissimo, è riuscito a mettermi di fronte l’atmosfera della Spagna. Un attento gioco di luci, un po’ di sabbia (forse nemmeno quella ma sembrava reale) e del leggerissimo effetto di fumo hanno trasportato tutti quanti in quel l’immaginario che abbiamo nell’istante in cui si è aperto il sipario. Incredibile. L’unica debolezza è la progettazione: nel momento in cui entrano in gioco numeri e calcoli e autocad vado in pallone!”

alice-dal-bello-artist.jpgARTIST: ALICE DAL BELLO

 

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